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LE PIANTAGIONI
L'isola di Cuba, grazie alle eccezionali
condizioni climatiche e geologiche, è la terra ideale per la per la coltura
del tabacco. Esistono poi zone particolarmente propizie in cui si concentrano
le piantagioni. Nella regione del Pinar del Rio (1), a ovest, si coltiva il
miglior tabacco del mondo. La zona di San Antonio de Los Baños (2), che produce
una Capa di qualità eccelsa, corrisponde anche all'area di sperimentazione
della coltura flottante. Infine, procedendo verso est, si trovano le piantagioni
di Sancti Spiritus (3) e quelle della regione di Santiago de Cuba (4). La coltura
del tabacco avviene ancora con mezzi tradizionali, come l'aratro trainato dai
muli, ed è largamente basata sulla manodopera. Un cartello all'entrata di una
piantagione riassume in una frase la concezione che i cubani hanno della loro
terra: "Si el hombre sirve, la tierra sirve".
IL TRATTAMENTO DELLE FOGLIE
La raccolta del tabacco è un momento di trapasso nella storia del sigaro: si
potrebbe affermare che rappresenta l'inizio della nuova vita della foglia. Si
tratta di un'operazione delicata e laboriosa; nel caso del Corojo avviene
in varie fasi, a distanza di alcuni giorni una dall'altra. Una volta staccate
dalla pianta, le foglie vengono sottoposte a un lungo trattamento, di cui illustriamo
di seguito le fasi.
Le foglie vengono appese a piccoli
pali (cujes) e fatte essiccare per un periodo che varia dai 45 ai 60
giorni nelle casas del tabaco, enormi magazzini. In seguito all'ossidazione,
il colore verde digrada nel marrone.
Completata l'essiccazione, il
tabacco viene stivato in balle e riposto in ambienti a sé o all'interno delle
varie fabbriche, appositamente predisposti per la fermentazione, processo che
dura circa 38 giorni.
Si procede quindi all'apertura
delle balle: i singoli mazzi di foglie fermentate vengono accuratamente divisi
uno dall'altro.
Ogni mazzo viene "rivitalizzato"
cioè aperto foglia per foglia. L'operazione è estremamente delicata, in quanto
è facile rompere le foglie. E questo sarebbe grave, soprattutto nel caso di
foglie destinate alla capa.
Per evitare l'eccessiva secchezza,
in seguito a cui le foglie tendono a spezzarsi, si ricorre all'umidificazione,
un vero e proprio bagno (moha). Una volta nebulizzati, i mazzi vengono
appesi per 2 o 3 ore in modo tale da eliminare l'acqua in eccesso. Vengono poi
riposti per 24 ore nella caja de reposo, una cassa di legno con listelli sul
fondo che favoriscono l'areazione: in questo modo si rende omogenea l'umidità
delle foglie.
Segue il despalillo o scostolatura:
le foglie vengono private della costola centrale. Un buon scostolatore prepara
tra le 1000 e le 1200 foglie al giorno. Le nervature scartate vengono utilizzate
come fertilizzanti e nell'industria dei profumi.
Il sigaro si fa su una tavoletta
e non sulle cosce delle donne, come vuole un'antica leggenda. E' vero però che
alcune fasi della lavorazione del tabacco prevedono per comodità l'appoggio
delle foglie sulle cosce: la scostolatura, per distinguere le foglie con la
costola (su una gamba) da quelle decostolate (sull'altra), e la suddivisione
delle foglie destinate alla capa e alla tripa.
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