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Questa pagina è stata realizzata su informazioni tratte dal libro di Andrea G. Molinari








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Le aree arancioni rappresentano le zone in cui si concentrano le piantagioni di tabacco.

 

LE PIANTAGIONI

L'isola di Cuba, grazie alle eccezionali condizioni climatiche e geologiche, è la terra ideale per la per la coltura del tabacco. Esistono poi zone particolarmente propizie in cui si concentrano le piantagioni. Nella regione del Pinar del Rio (1), a ovest, si coltiva il miglior tabacco del mondo. La zona di San Antonio de Los Baños (2), che produce una Capa di qualità eccelsa, corrisponde anche all'area di sperimentazione della coltura flottante. Infine, procedendo verso est, si trovano le piantagioni di Sancti Spiritus (3) e quelle della regione di Santiago de Cuba (4). La coltura del tabacco avviene ancora con mezzi tradizionali, come l'aratro trainato dai muli, ed è largamente basata sulla manodopera. Un cartello all'entrata di una piantagione riassume in una frase la concezione che i cubani hanno della loro terra: "Si el hombre sirve, la tierra sirve".

IL TRATTAMENTO DELLE FOGLIE

La raccolta del tabacco è un momento di trapasso nella storia del sigaro: si potrebbe affermare che rappresenta l'inizio della nuova vita della foglia. Si tratta di un'operazione delicata e laboriosa; nel caso del Corojo avviene in varie fasi, a distanza di alcuni giorni una dall'altra. Una volta staccate dalla pianta, le foglie vengono sottoposte a un lungo trattamento, di cui illustriamo di seguito le fasi.

Le foglie vengono appese a piccoli pali (cujes) e fatte essiccare per un periodo che varia dai 45 ai 60 giorni nelle casas del tabaco, enormi magazzini. In seguito all'ossidazione, il colore verde digrada nel marrone.

Completata l'essiccazione, il tabacco viene stivato in balle e riposto in ambienti a sé o all'interno delle varie fabbriche, appositamente predisposti per la fermentazione, processo che dura circa 38 giorni.

Si procede quindi all'apertura delle balle: i singoli mazzi di foglie fermentate vengono accuratamente divisi uno dall'altro.

Ogni mazzo viene "rivitalizzato" cioè aperto foglia per foglia. L'operazione è estremamente delicata, in quanto è facile rompere le foglie. E questo sarebbe grave, soprattutto nel caso di foglie destinate alla capa.

Per evitare l'eccessiva secchezza, in seguito a cui le foglie tendono a spezzarsi, si ricorre all'umidificazione, un vero e proprio bagno (moha). Una volta nebulizzati, i mazzi vengono appesi per 2 o 3 ore in modo tale da eliminare l'acqua in eccesso. Vengono poi riposti per 24 ore nella caja de reposo, una cassa di legno con listelli sul fondo che favoriscono l'areazione: in questo modo si rende omogenea l'umidità delle foglie.

Segue il despalillo o scostolatura: le foglie vengono private della costola centrale. Un buon scostolatore prepara tra le 1000 e le 1200 foglie al giorno. Le nervature scartate vengono utilizzate come fertilizzanti e nell'industria dei profumi.

Il sigaro si fa su una tavoletta e non sulle cosce delle donne, come vuole un'antica leggenda. E' vero però che alcune fasi della lavorazione del tabacco prevedono per comodità l'appoggio delle foglie sulle cosce: la scostolatura, per distinguere le foglie con la costola (su una gamba) da quelle decostolate (sull'altra), e la suddivisione delle foglie destinate alla capa e alla tripa.