Home Chi Sono Musica Cuba Sigari

Questa pagina è stata realizzata su informazioni tratte dal libro di Andrea G. Molinari








 

Che Guevara, uno dei più grandi intenditori ed estimatori di sigari cubani.

 

Il Dr Laureano Leon, attualmente uno dei consulenti fiscali più apprezzati dalle autorità governative cubane, all'età di vent'anni era responsabile della linea di produzione del Montecristo No. 4, che ai tempi della Rivoluzione cubana Che Guevara fumava nei momenti particolarmente impegnativi. Si tratta di una Mareva, dalla lunghezza medio-corta, quindi facile da tenere tra le dita o tra i denti nei momenti di duro lavoro, dall'aroma costante e non incisivo. Il Che, fumatore esperto e forte promotore dei sigari cubani, mandò a chiamare Leon poiché aveva notato che, negli ultimi tempi, la qualità di questo sigaro in particolare variava da scatola a scatola. Il giovane, pallido in volto per la soggezione di fronte a uno dei padri della sua Rivoluzione, lo ascoltò. Il Che, che amava fumare i suoi puros fino all'ultimo millimetro, si lamentò del fatto che non tutti quei sigari ardessero dall'inizio alla fine allo stesso modo. Leon si difese con una battuta ironia: "Se è come dici, perché quello che tieni in mano te lo stai fumando fino a bruciarti le dita?". Pronto tuonò Ernesto "Che" Guevara: "Per la paura di non trovare un altro hecho come questo!".
Da questo aneddoto possiamo dedurre i parametri attraverso cui si giudica un sigaro: il sapore, l'aroma, la capacità di tiraggio e la combustione. La valutazione prescinde dalle forme e dalle dimensioni, che sono quasi sempre integralmente responsabili del tempo di fumata, e dall'estetica: stiamo comunque parlando di sigari cubani, la cui prima caratteristica è quella di essere sempre esteticamente perfetti. La durata dipende dalla vitola scelta; il sapore si percepisce sulle labbra e alla lingua da spento e al palato da acceso, la forza alla laringe, l'aroma al naso (è il profumo del fumo); il tiraggio non deve essere nè troppo nè troppo poco; la combustione è il modo in cui il sigaro brucia.

 

Come si spegne un sigaro

Quando decidete che la fumata è stata sufficiente, lasciate che il sigaro si spenga da solo, appoggiandolo in una delle cavità di un posacenere. Il sigaro non va mai spendo schiacciandolo o frantumandolo come si è soliti fare con una sigaretta. 
Essendo costituito unicamente di puro tabacco, in assenza di tiraggio e quindi di alimentazione del braciere, cesserà di vivere dopo qualche minuto. Dopotutto a un manufatto serio che tanto piacere ci ha procurato, va assicurata una fine se non proprio nobile, almeno elegante.